Biblioteca nazionale Cosenza

Ingresso della biblioteca
Sala di lettura
Sala conferenze
Scavi

La Biblioteca nazionale di Cosenza viene fondata nel 1985 con sede il Seminario Arcivescovile del 19. secolo.

La Biblioteca, oltre al compito istituzionale di conservazione e valorizzazione del proprio patrimonio, promuove la cultura nelle sue molteplici sfaccettature, proponendo mostre, convegni, spettacoli teatrali e concerti, insieme a tutte quelle altre attività che possono esserne da corollario.
Riceve, per diritto di stampa, tutta la produzione editoriale tipografica della regione Calabria.
Oltre alle segnalazioni e richieste dell'utenza, il patrimonio viene costantemente accresciuto sia con acquisti sia con donazioni da parte di privati. E' una delle biblioteche pubbliche alla quale fanno riferimento la Nazionale Centrale di Firenze e la Braidense di Milano, per dono la prima e per deposito la seconda, di opere possedute in più esemplari.
Oltre alla consultazione, lettura, prestito nazionale e internazionale, l'utenza ha a disposizione un vasto catalogo di opere multimediali off line, oltre ai servizi online, ed eventuale relativa stampa.
Servizio self service di foto riproduzione tramite apposita tessera. Sezioni speciali: Braille, Emeroteca, Videoteca e Musica, la sezione URP provvede a Concessione per l'uso di determinati spazi per manifestazioni culturali.

Presenze archeologiche

Nuovi ed importanti dati sulla topografia antica della città di Cosenza sono emersi nel corso di alcuni interventi di scavo effettuati nell'edificio dell'ex Seminario Arcivescovile dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria in collaborazione con la Soprintendenza B.A.A.A.S. della Calabria e la Direzione della Biblioteca Nazionale.
In base alla documentazione archeologica recuperata si può, allo stato attuale, affermare che l'abitato della "metropolis" (centro politico commerciale) dei Bretti a partire almeno dalla metà del IV sec. a.C., secondo la testimonianza di Strabone, si estendeva sul pendio che dal Colle Pancrazio digrada verso la sponda sinistra del Crati.
A distanza di quattro anni dal primo intervento di scavo effettuato nel 1984 dalla Soprintendenza Archeologica nel Palazzo Pompeo Sersale in Corso Telesio, a seguito di lavori di sterro nel sotterraneo dell'ala Sud-est dell'ex Seminario arcivescovile, vennero alla luce, a circa 4 metri di profondità rispetto al piano di calpestio del cortile, alcune strutture murarie che documentano almeno tre fasi di occupazione del sito.
Interventi di consolidamento dell'ex Seminario hanno generato, agli inizi del 1990, altre importanti scoperte nell'ala Nord e nell'ala Sud-Ovest. In particolare nel vano 11 le macerie di un grosso muro in ciottoli coprono parzialmente lo scheletro di un bovino adulto, rimasto ucciso dal crollo.
Altri settori di unità lavorative antiche sono venuti in luce nel cortile sul lato verso via Cafarone. Particolarmente significativi i resti dello zoccolo in doppio parametro di ciottoli di un grande edificio ellenistico caratterizzato a Ovest da un corridoio che proseguiva con un portico sorretto da colonne lignee inserite in apposite buche. Gli scavi effettuati nella Biblioteca Nazionale si pongono come esempi di indagine archeologica a scala urbana, finalizzata, non solo ad un incremento di conoscenza, ma anche al recupero ed alla fruizione di porzioni significative del centro storico.

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