La biblioteca di San Giovanni di Verdara

G. Du Choul, Discorso del S. Guglielmo Choul gentilhuomo lionese Consigliero del Rè & Bagly delle Montagne del Delfinato sopra la castrametatione … Padova, 1559
G. F. Barbarigo et al., Numismata virorum illustrium ex Barbadica gente. Padova, 1732
J. de La Quintinie – G. A. remondini, Trattato del taglio de gl’alberi fruttiferi del fù monsù della Quintinye’… Bassano, 1697
M. F. Quintilianus et al., Raphaelis Regii in deprauationes oratoriae Quintiliani institutionis annotationes. 1493

Il convento padovano di San Giovanni di Verdara dei Canonici Lateranensi, già citato nel 1219 e ricostruito a partire dal 1445 con l'intervento, nel 1490, di Lorenzo da Bologna, era celebre per la ricca biblioteca. Grazie all’Abate Ascanio Varese (1665-post 1740), appassionato di numismatica e sfragistica, la biblioteca del monastero fu riordinata e ampliata; inoltre le si aggiunsero nel Museo antichità, avori, quadri, fossili, ritratti, bronzi, vasi, strumenti matematici, astronomici ed ottici, medaglie, e, nel 1711, la ricca collezione di Marco Mantova Bonavides. La politica veneziana di soppressione delle manomorte ecclesiastiche portò alla chiusura del convento nel 1784 e alla dispersione di tutte le collezioni: i 587 manoscritti e gli stampati furono oggetto di una selezione operata da Paolo Roculini il bibliotecario della "Publica Libraria" di Padova, la Biblioteca Universitaria cioè, e da Jacopo Morelli per la Marciana. Nel marzo 1784 si decise così il trasferimento a Venezia dei manoscritti, di 30 incunaboli selezionati e delle antichità, mentre tutti gli altri libri a stampa vennero consegnati alla Biblioteca Universitaria. I volumi della biblioteca di S. Giovanni di Verdara sono facilmente riconoscibili dall'etichetta a stampa apposta dall’abate: “Colligebat Ascanius Varese Patavinus abbas generalis Congregationis lateranensis canonicis suis et sibi”; diversi volumi tuttavia si caratterizzano anche per la sua legatura "alle armi" oltre che per note di possesso manoscritte, anche di suoi familiari. I volumi della Biblioteca Universitaria riconosciuti finora come sicuramente provenienti dalla Biblioteca di S. Giovanni di Verdara sono poco più di 1000, tra cui spicca il corpus dei libri postillati dall'umanista editore Giovanni Calfurnio: di essi proponiamo qui una prima selezione che privilegia i testi di numismatica della collezione di Varese.Il convento padovano di San Giovanni di Verdara dei Canonici Lateranensi, già citato nel 1219 e ricostruito a partire dal 1445 con l'intervento, nel 1490, di Lorenzo da Bologna, era celebre per la ricca biblioteca. Grazie all’Abate Ascanio Varese (1665-post 1740), appassionato di numismatica e sfragistica, la biblioteca del monastero fu riordinata e ampliata; inoltre le si aggiunsero nel Museo antichità, avori, quadri, fossili, ritratti, bronzi, vasi, strumenti matematici, astronomici ed ottici, medaglie, e, nel 1711, la ricca collezione di Marco Mantova Bonavides. La politica veneziana di soppressione delle manomorte ecclesiastiche portò alla chiusura del convento nel 1784 e alla dispersione di tutte le collezioni: i 587 manoscritti e gli stampati furono oggetto di una selezione operata da Paolo Roculini il bibliotecario della "Publica Libraria" di Padova, la Biblioteca Universitaria cioè, e da Jacopo Morelli per la Marciana. Nel marzo 1784 si decise così il trasferimento a Venezia dei manoscritti, di 30 incunaboli selezionati e delle antichità, mentre tutti gli altri libri a stampa vennero consegnati alla Biblioteca Universitaria. I volumi della biblioteca di S. Giovanni di Verdara sono facilmente riconoscibili dall'etichetta a stampa apposta dall’abate: “Colligebat Ascanius Varese Patavinus abbas generalis Congregationis lateranensis canonicis suis et sibi”; diversi volumi tuttavia si caratterizzano anche per la sua legatura "alle armi" oltre che per note di possesso manoscritte, anche di suoi familiari. I volumi della Biblioteca Universitaria riconosciuti finora come sicuramente provenienti dalla Biblioteca di S. Giovanni di Verdara sono poco più di 1000, tra cui spicca il corpus dei libri postillati dall'umanista editore Giovanni Calfurnio: di essi proponiamo qui una prima selezione che privilegia i testi di numismatica della collezione di Varese.