Fondo manoscritti della Biblioteca universitaria Alessandrina

ms. 236
ms. 237
ms. 219 (Bibbia)
ms. 200

Il Fondo Manoscritti della Biblioteca Universitaria Alessandrina comprende sia testi in uso da parte dei Maestri della Sapienza di Roma nel secolo 15., confluiti nelle cessioni forzose imposte da Alessandro VII per la fondazione della Biblioteca intorno all’anno 1660, sia lasciti di docenti contemporanei e successivi alla fondazione.  Nel tempo il fondo è stato arricchito e attualmente comprende 450 unità codicologiche, in forma di volumi, ma anche di carte sciolte, con datazioni che vanno dal 9. secolo - il manoscritto più antico è un pontificale, ossia un documento che fornisce attestazioni di riti e formule in uso nelle varie sedi episcopali - al 1995, data di un microlibro di incisioni e poesie di Massimo Severoli.
La più antica ed importante collezione del fondo è quella della biblioteca dell’ultimo duca di Urbino, Francesco Maria II della Rovere, che ha rappresentato il lascito più cospicuo per l’intera Biblioteca Alessandrina al momento della sua creazione, soprattutto in  relazione agli stampati (vedi collezione digitale); oltre alle collezioni provenienti dalla biblioteca Aniciana di padre Costantino Caetani, e da quella di Pietro de Rubeis.
Tra i manoscritti più famosi troviamo la cosiddetta Bibbia Alessandrina, codice membranaceo di 12. secolo di formato atlantico, con iniziali decorate fitomorfe di scuola toscana, e le Tavole di animali di fine 16. secolo, realizzate probabilmente proprio per Francesco Maria II della Rovere, appassionato collezionista di volatili rari. Il codice è costituito da 265 fogli di carta singoli, contenenti raffigurazioni di uccelli e di altri animali, senza presenza di scrittura, con pregevole legatura in marocchino rosso su assi di legno abbellita da decorazioni in oro di ispirazione mitologica.
Tra i documenti botanici figura la raccolta ottocentesca di alghe provenienti da alcune isole del Polo Artico accompagnata da una nota di indirizzo al pontefice Pio IX, con scrittura a caratteri d’oro.